Guerra Sociale
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Guerra Sociale

Episodio ispirato alla Guerra Sociale del 90 a.C. — Publio Vettio Scatone e la ribellione italica
AdultiScuoleStoria italicaEpica
Siamo nel cuore della Penisola centro-meridionale, nel turbolento anno 90 a.C., quando gli Italici, uniti sotto un'unica causa, si ribellano a Roma per ottenere dignità e cittadinanza. Dopo la storica vittoria presso il fiume Toleno, guidata dal valoroso Publio Vettio Scatone, Pretore del popolo Marso, l'esercito italico gode di una breve tregua. Il console Quinto Popedio Silone, riconoscendo il valore dei suoi uomini, concede cinque giorni di riposo. Scatone si ritira nei boschi sacri del Fucino, in cerca di pace. Ma la quiete è ingannevole: tra le ombre degli alberi si cela un antico mostro leggendario, risvegliato dalla guerra. Nel mezzo della battaglia salva Flavia, giovane sacerdotessa sannita. Tra i due nasce un sentimento profondo. Ma il loro amore è minacciato da un oscuro complotto: un centurione romano geloso si allea con il figlio malvagio di Vulcano e ordina di rapire Flavia. Scatone monta sul destriero Saetta e parte fino alle viscere infuocate del Vesuvio.
TecnicaPupi + narrazione
AmbientazioneItalia centro-merid. · 90 a.C.
RegistroEpico · mitologico · amoroso
PubblicoAdulti · scuole

La forza degli Italici

La Guerra Sociale (91–88 a.C.) è uno dei conflitti fondamentali della storia romana — spesso dimenticato dai libri di scuola. Gli Italici, popolazioni centrali della penisola (Marsi, Peligni, Sanniti, Vestini, Frentani), si sollevarono contro Roma per rivendicare la cittadinanza. La vittoria degli Italici sul campo si trasformò poi in vittoria politica: la Lex Iulia e la Lex Plautia Papiria estesero la cittadinanza a chi deponeva le armi.

"La forza degli Italici non risiede solo nelle armi, ma anche nell'amore, nel coraggio e nella speranza di un futuro libero."

Il nostro spettacolo intreccia storia e mito. Publio Vettio Scatone è personaggio storico realmente esistito — Pretore del popolo Marso, protagonista della battaglia del Toleno. Attorno a lui la drammaturgia intreccia elementi mitologici della tradizione italica: i boschi sacri del Fucino, il figlio di Vulcano, le viscere infuocate del Vesuvio.

Tra prove sovrumane e battaglie infernali, Scatone dimostra che la forza dei popoli italici era prima di tutto forza morale — coraggio, amore, speranza di libertà. Un racconto epico che parla di identità, radici, dignità collettiva.